mercoledì 1 aprile 2009

...e se il New York Times domani mattina fallisse?...

Da tempo si discute della crisi dei giornali. Crisi: ormai questo vocabolo lo possiamo leggere dovunque. Sembra quasi che le notizie facciano a gara per contendersi un maggior numero di crisi. Ecco, crisi economica in modo particolare. Negli USA quante banche sono fallite negli ultimi mesi? Ammetto che ho perso il conto. E sdrammatizzando sull’argomento, vi siete mai chiesti cosa accadrebbe se domani mattina il New York Times non uscisse in edicola, ad esempio, per mancanza di denaro? Insomma, se in definitiva fallisse?

Vi sembra una domanda così assurda? Forse un po’, ma non troppo. Il futuro dei giornali è tornato quanto mai d’attualità ora, e la tendenza è chiara e lampante: l'informazione online e l'orientamento dei lettori stanno scardinando i pilastri dell'informazione.

Nonostante l'aumento degli utenti delle edizioni online, i giornali hanno subito forti perdite nei loro ricavi pubblicitari nel 2008. Questo è dovuto al fatto che il peso dei lettori sul web, per gli inserzionisti, è più basso rispetto ai lettori tradizionali che in America, ma anche nel resto del mondo, sono in costante calo.

Michael Hirschorn, editorialista di The Atlantic, analizza in maniera molto dettagliata la profonda crisi che sta investendo il New York Times. A suo giudizio col tempo potrebbe davvero scomparire la versione cartacea del giornale americano.

Ma ciò potrebbe costituire una vera e propria catastrofe? Beh, sicuramente un duro colpo per il giornalismo negli USA e in tutto il mondo, ma a lungo termine, forse, non sarebbe una catastrofe. Sembra ormai evidente che la cosa più importante sia salvare le notizie e la loro qualità, e in un secondo tempo i giornali.

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